Memorie di pane

Che emozione!
Finalmente pubblico una storia non mia ma un bellissimo ricordo che un lettore del Blog ha condiviso con me!

Condividi anche tu il tuo racconto! –> scrivi@raccontidipane.com

Grazie a Paolo per questo racconto autentico, che tocca le corde dei ricordi d’infanzia e ci lascia con un monito che tutti dovremmo accogliere e mettere in pratica…

***

Del pane mi piace l’aroma quando è ancora caldo.
Mi ricorda quando da bambino giocavo nel giardino di mia nonna, che confinava con il forno del vecchio panettiere. In certi momenti della giornata il piccolo camino bianco rilasciava nell’aria i suoi profumi di crosta e lievito, e noi aprivamo un vecchio cancello di metallo che ci permetteva di accedere alla corte, per poi arrivare alla bottega dal retro. Aspettavamo che ci portassero il pane appena cotto mentre mia nonna chiacchierava con la proprietaria, una signora anziana come lei, con il grembiule bianco e la retina in testa a tenerle i capelli argentati. Ricordo il senso di lentezza che regnava nel negozio. Ricordo i sorrisi dei clienti, le molte chiacchiere e quel senso di familiarità che si percepiva in ogni relazione tra persone. Poi arrivavano le grandi ceste piene di pane. Io ne ricevevo sempre un pezzo in regalo: caldo e fragrante. Ne rammento ancora bene il sapore. La bottega oggi è chiusa, ormai da tanti anni. C’è ancora la vecchia insegna, dipinta sul muro malconcio. Una porta moderna che stona con tutto il resto, segno di un tentativo di rinnovarsi che non ha funzionato. L’edificio, nonostante sia vicino al centro del paese, sembra essere stato dimenticato insieme alle storie delle persone che una volta lo rendevano vivo, al centro di una routine quotidiana ormai persa. Eppure, per me quel posto risveglia ancora emozioni.

Forse è proprio la semplicità del pane che ci costringe a distrarci dal nostro mondo di oggi, così veloce e complesso. Dobbiamo rallentare, per ascoltarci e ritrovare i nostri ricordi. Torniamo un po’ alle nostre radici, all’essenziale.
Torniamo a quando la felicità era un pezzo di pane caldo da assaggiare.

***

I ricordi d’infanzia di Paolo sono così dolci che oggi, in suo onore, mi va di preparare una torta anziché un pane salato! E dato che la bottega di Tobia si trova vicino a Novara…quale dolce migliore del Pane di San Gaudenzio?

Questo dolce è nato da circa mezzo secolo per celebrare la festa patronale di Novara, dedicata a San Gaudenzio, il 22 gennaio. Lo si trova però in commercio anche negli altri periodi dell’anno.

Il pane di San Gaudenzio assomiglia ad un plum-cake e si cuoce nello stesso stampo, con un cuore di morbida pasta racchiuso in un guscio di frolla.

Per il guscio di frolla:

  • 200 gr di farina 00 (anche qui ho provato la variante con 250 gr di farina 00 e 50 gr di farina di mais)
  • 120 gr di burro (aumento a 130 gr se uso farina di mais)
  • 60 gr di zucchero semolato
  • 1 tuorlo d’uovo
  • 1 bustina di vanillina
  • aroma di limone o scorza di limone
  • 1 pizzico di sale

Per la torta morbida (tipo Margherita) all’interno

  • 130 gr di farina 00 (possibile variante: 100 gr farina 00 + 30 gr farina di mais per dare un tocco più Novarese!)
  • 130 gr di zucchero
  • 90 gr di uvetta sultanina
  • 75 gr di burro fuso
  • 3 uova + 1 albume
  • aroma o succo di limone
  • 25 gr di granella di nocciole
  • 15 gr di granella di pinoli  

Procedimento:

Per la frolla: unire lo zucchero al burro ammorbidito. Aggiungere le uova e la farina setacciata insieme agli aromi. Lavorare il tutto e lasciar riposare l’impasto in frigorifero per almeno un’ora. Successivamente, stendere la pasta con un matterello, mantenendo uno spessore di circa mezzo centimetro.

Per il composto interno: sbattere i tuorli con lo zucchero e a parte montare l’albume a neve, aggiungendo un cucchiaino di succo di limone. Unire tuorli e zucchero all’albume e amalgamare. Aggiungere poi la farina insieme all’uvetta e il burro fuso.

Foderare lo stampo con la pasta frolla stesa. Riempire per 2/3 con l’impasto ottenuto e cospargere il tutto con granella di pinoli o di nocciole. Spolverizzare infine con zucchero a velo e cuocere in forno a 190° per circa 40-45 minuti.

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